Scheda editoriale
Numero pagine: 100
Formato chiuso: 10,5 x 18 cm
Finitura: brossura con alette
45 illustrazioni a colori
Prezzo: 12,00 euro
Codice ISBN: 978-88-96162-44-6
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Dentro l'urne confortate di pianto

Antonio Canova e il Monumento funerario di Maria Cristina d'Austria

Giuseppe Pavanello

“Ardita è l’ideazione di quel rettangolo nero,
al quale s’appressa per prima una giovinetta, segno dell’ineluttabilità del destino:
occorre arrivare forse ai tagli sulla tela
di Lucio Fontana – uno scultore, si badi –
per trovare qualcosa di analogo
e di altrettanto originale.
È quella presenza che dà significato al tutto, che giustifica quella componente patetica, quel parlare al ‘cuore’,
come  già i contemporanei rilevavano. Neoclassico? Romantico?
Etichette inadeguate”.

Si pubblica qui il testo della conferenza tenuta il 26 febbraio 2003 al Piccolo Teatro
di Milano su invito del FAI.
Il Monumento funerario di Maria Cristina d’Austria, il capolavoro di Antonio Canova eseguito fra il 1798 e il 1805, si rivela passaggio imprescindibile della scultura moderna, tanto da poterlo considerare incunabolo dell’età contemporanea nelle arti figurative, al pari delle creazioni dell’ultimo Mozart
e del Beethoven dell’Eroica in campo musicale.
“È un nuovo genere di bellezza in scultura” osservava Dominique Vivant Denon dopo aver visto il monumento nel 1809, emozionatissimo: “È la prima volta che  un marmo mi ha commosso fino alle lacrime”.
Siamo sulla medesima lunghezza d’onda
Dei Sepolcri foscoliani: “All’ombra dei cipressi e dentro l’urne confortate di pianto”.



Giuseppe Pavanello insegna all’Università di Trieste. È direttore dell’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini di Venezia. I suoi studi su Canova sono incominciati con la pubblicazione dell’Opera completa nei “Classici dell’Arte Rizzoli”. Sta ora preparando l’edizione critica dell’Epistolario (1779-1800) dello scultore.

 

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