Scheda editoriale
Numero pagine: 120
Formato chiuso: 21x29 cm
Finitura: cartonato, sovraccoperta con alette
52 illustrazioni a colori, 35 illustrazioni in bianco e nero
Prezzo: 30,00
Codice ISBN: 978-88-96162-61-3
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Faustino Boatti 1797-1857

Un protagonista del ritratto in miniatura e all'acquerello nella Lombardia dell'età romantica

Bernardo Falconi, Anna Maria Zuccotti

Tra i nomi dei tanti artisti formatisi alla Scuola di Pittura dell’Accademia Carrara di Bergamo, diretta dal cremonese Giuseppe Diotti (1779-1846), in un ambiente oscillante fra fedeltà alla tradizione classica e incipiente Romanticismo, quello del bergamasco Faustino Boatti è stato a lungo pressoché dimenticato. Solo una decina di anni or sono una più attenta valutazione critica della sua produzione artistica, resa possibile dal rinvenimento di un cospicuo numero di suoi lavori, ha permesso di connotarlo come uno dei più validi specialisti del ritratto di piccolo formato attivi nella Lombardia austriaca post-napoleonica. Nato a Bergamo nel 1797, Faustino Boatti veniva ammesso nel 1811 all’Accademia Carrara, dove si metteva presto in luce tra i migliori allievi, conseguendo diversi riconoscimenti, sino a meritare nel 1818 il prestigioso “premio di prima classe per la Scuola di Pittura - Accademia del Nudo”. Completati gli studi nel 1821, il giovane pittore intraprendeva la professione di ritrattista in miniatura e all’acquerello, lavorando intensamente per la committenza della città natale, dove godette della protezione del conte Andrea Vertova, ma anche a Como e, soprattutto, nella vicina Brescia, dove, tra il 1828 e il 1832, divenne il “ritrattista ufficiale” dell’aristocrazia locale. Attivo sin dai primi anni trenta anche per la committenza milanese, in seguito Boatti, pur non interrompendo la propria attività a Bergamo, apriva un suo studio anche nella capitale lombarda, dove riuscì presto a conquistarsi la fiducia della migliore aristocrazia ambrosiana. Ricordato con ammirazione nel 1853 dallo scrittore Ignazio Cantù, come il “nostro bravissimo pittore in miniatura e calligrafo”, Faustino Boatti chiudeva la propria esistenza nella sua città natale, agli inizi del 1857. Il pluriennale lavoro di ricerca condotto dagli autori ha portato all’inventariazione di un gran numero di ritratti da lui eseguiti, ancora conservati, per lo più, presso gli eredi dei suoi committenti. Si tratta di raffinatissime effigi, sempre attente al dato reale, stagliate su fondo unito, oppure ambientate in aggiornatissimi interni di gusto Biedermeier, o in luminosi paesaggi, che bene testimoniano il successo goduto per oltre un trentennio, nella Lombardia dell’età romantica, dal bergamasco Faustino Boatti, “ritrattista in miniatura ed all’acquerello”.

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