Scheda editoriale
Numero pagine: 118
Formato chiuso: 11x18
Finitura: brossura con alette

Prezzo: 10,00
Codice ISBN: 978-88-96162-37-8
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Kore

poesie

Chiara Poltronieri

Kore, in greco, è la fanciulla (anche quella ritornante dei prati in fiore) ma
anche la pupilla dell’occhio.
Menina, in portoghese, è la bambina ma anche la pupilla dell’occhio.
C’è all’inizio di questo libro una menina che guarda negli occhi il mondo e
viene trasformata in pupilla. Una pupilla pesce che vola fino all’orizzonte.
Guardando la pausa azzurra di un volo fotografato da Ferretti, in copertina,
possiamo credere che portiamo nella pupilla, la nostra estasi.
Estasi laica nel senso di Cocteau, quando risponde a chi gli chiede “Cosa
crede il poeta?”, “Tutto”.
Nel trattato ermetico intitolato Kore kosmou, la pupilla del mondo è l’anima.
Rovesciando i termini ermetici, l’anima non si affaccia alla finestra dell’occhio
sognando di evadere dal carcere del corpo ma coincide con l’occhio
pesce.
“L’occhio – che dopotutto è solo una grande goccia d’acqua vibratile, attraversata
da nervi, da qualche fine venatura di sangue e da una corona d’iride –, l’occhio si
ricongiunge con il suo gorgo originario, si raccoglie nel cuore dell’immagine come il
pesce si rituffa nel mare.” racconta Didi-Hubermann.
Un desiderio ubriaca l’occhio pesce incoronato: dire quello che vede.
“Forse noi siamo qui per dire: casa
ponte, fontana, porta, brocca, albero da frutto, finestra…” ricorda Rilke.
Rinasce Kore con la luce
e ad ogni alba raccoglie la sfida.
La poesia è forse solo questa fedeltà
umile e quotidiana allo smacco.
Come il bambino, gettato a terra dal compagno di giochi, si risolleva
sempre per tornare a giocare, così Kore, prova a dire, giorno per giorno,
quello che vede.

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