Scheda editoriale
Numero pagine: 168
Formato chiuso: 15x20 cm
Finitura: brossura
80 illustrazioni a colori
Prezzo: euro 14,00
Codice ISBN: 978-88-96162-750
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La Guerra

Chiara Poltronieri

La guerra racconta una tragedia di terracotta: qualcuno è morto e una vasaia impasta terra e acqua per fare un vaso funerario, con le sue mani forma il corpo sinuoso di un’anfora grande come lei, poi si appresta a decorarle il collo, la gola, il petto, il ventre. L’anfora patisce sul suo corpo d’argilla una violenta strage degli innocenti che la caduta di una città nelle mani dei suoi nemici scatena: ogni ferita la colpisce, la riga il sangue che scorre. Le mani della vasaia trasformano la guerra in una battaglia di mani femminili: mani tese che sfiorano i volti dei soldati per chiedere pietà, mani nude contro le lame delle lance e delle spade nel tentativo di fermarle, mani tenere che stringono i bambini per proteggerli.
Dalla muta tragedia di terracotta si levano voci che chiamano le grida scomparse, che cercano il dolore e il sangue versato. Al dialogo tra la vasaia e la sua anfora fa eco il coro.
Il coro è la voce della Paura che cerca la dea scomparsa dal tempio lasciando la città in balia dei suoi nemici.
Il coro è la voce delle donne fatte prigioniere dai soldati, delle morenti che chiedono ragione della loro morte ai carnefici, delle madri che danno l’ultimo addio ai figli. Il coro è anche la voce delle prefiche che sui bambini uccisi e insepolti invitano tutti al pianto.
Per ogni morto della sua isola la vasaia ripete la sua tragedia di terracotta per comporre quel pianto e quel canto funebre che gli innocenti non hanno avuto e non hanno mai nel furore disumano della guerra. A noi che crede diversi da quelli che siamo si rivolge la grande anfora, illudendosi di testimoniare un passato incomprensibile e ormai superato. La grande anfora non sa che può diventare per noi oggi il luogo cavo dei nostri genocidi.
Quando penso al genocidio, rifletto per capire dove collocarlo nell’esistenza, ma non gli trovo nessun posto.
Sylvie Umubyeyi

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