Eventi
08 Ottobre 2015

La guerra nello specchio del Liceo

Giovedì 8 ottobre 2015 ore 17

Società Letteraria, Piazzetta Scalette Rubiani, 1 - Verona

Le autrici Agata La Terza e Manuela Tommasi dialogano con Maurizio Zangarini. Introduce Paola Azzolini

 

Da liceali a combattenti. Il Maffei nella prima guerra mondiale

Una scuola ultracentenaria, la più antica e autorevole della città, il liceo classico “Scipione Maffei”. Una folla di giovani visi, quasi tutti maschili, tra cui però non mancano le ragazze, perché il “Maffei”, anticipando i tempi, già dall’ultimo scorcio del XIX secolo ha cominciato ad aprire le sue porte alle “giovinette”. Un edificio vetusto e un po’ fatiscente, ma fornito di un’importante biblioteca e di un laboratorio scientifico di sorprendente modernità. Un corpo docente ristretto e qualificato, i cui esponenti, o almeno alcuni di essi, non esitano a trascorrere dagli austeri silenzi delle aule al clamore dei comizi e alla veemenza delle invettive che di volta in volta oppongono componenti laiche e cattoliche, oppure, più avanti, sostenitori e oppositori della guerra.

Dietro questo, Verona: la città e i suoi gruppi dirigenti, le famiglie “autorevoli” e consolidate da decenni di prestigio e potere, da un lato, e i giovani che aspirano ad entrare nel mondo della cultura e delle professioni portandovi nuove energie e curiosità, dall’altro. Una scuola in cui si crede, anche, e forse di più, quando impone sacrifici pesanti, lunghi spostamenti, duro lavoro, spese.

E poi, su questo e dentro questo, la guerra. Da alcuni invocata, da altri temuta, da molti silenziosamente accettata come un dovere o una fatalità. La scuola che transita dal dibattito ideologico all’esperienza immediata e diretta della paura quotidiana, delle difficoltà nel mantenere qualcosa che assomigli ad una normale funzionalità, delle lacerazioni esistenziali e affettive che colpiscono militari e civili. 87 le vittime tra gli studenti ed ex studenti del “Maffei”, ed è solo una parte del prezzo ingente pagato dai giovani e dalla città. Il mondo che cambia, il vacillare di ogni vecchia certezza, le ferite sulle cose e nelle vite di ciascuno, le nuove domande, il tentativo, declinato in varie forme e con diversi linguaggi politici, di elaborazione del lutto.

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