La Setta dell’Aurea Croce

Numero pagine: 208

Formato chiuso: 14x21 cm

Finitura: Brossura

Prezzo: euro 9,50 Euro

Codice ISBN: 978-8831933-76-6

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Tratto da fatti realmente accaduti, il romanzo è un susseguirsi di magie e rivelazioni, fraintendimenti e ripensamenti in una Venezia che assume i
connotati dell’athanor alchemico presso cui la materia si trasforma.
Tra letterati libertini che si riuniscono segretamente, pittori bizzarri e sorprendenti, commercianti e banchieri, nobiluomini e nobildonne, si inscena l’eterno Carnevale veneziano, in una girandola di maschere e identità nascoste”.

Nota dell’editore

Non ancora debellata la pandemia del tristemente noto Corona-virus, mi fu consegnato questo romanzo. Del mago e alchimista Federico Gualdi e della sua Setta sapevo di uno studio post dottorato condotto presso l’Università di Padova e alcuni altri interventi in volumi e riviste del settore. Un amico,
ben informato, mi confidò che il nome di Gualdi fu utilizzato, a partire dall’Ottocento, negli alti gradi della massoneria rosicruciana americana. Approfondendo l’argomento sono venuto a sapere che Federico Gualdi è il cosiddetto Maestro Veneziano, con cui certi teosofi indicano uno di quei maestri cosmici, che, tramite la Gerarchia del nostro pianeta nota sotto il nome di Grande Fratellanza Bianca, da centinaia di generazioni cercano di aiutare l’umanità. Tale formulazione spetta alla teosofa Alice Bailey, la quale ne dava conferma in una sua dichiarazione del 1934.
Alice e il marito Foster Bailey nel 1920 fondarono la Lucis Trust, l’associazione no-profit che attualmente coopera con il Consiglio delle Nazioni Unite, presso la cui sede di New York gestisce l’esoterica “Meditation Room”.
Il romanzo chiama in causa persone effettivamente esistite e fatti realmente accaduti, dal negromante Federico Gualdi al principe dei letterati veneziani del tempo, Giovan Francesco Loredan, passando per i pittori Tiberio Tinelli e Joseph Heintz il Giovane.
L’opera, mi fu detto, è il frutto della collaborazione di più persone che si riuniscono sotto il nome di Athanasius Raalnad. Tali sconosciuti ne hanno eletto uno a rappresentante, il quale, occupando un ruolo istituzionale preferisce rimanere incognito ai lettori. Il testo, quando mi giunse, era accompagnato da un biglietto, che trascrivo:

Egregio Sig. Dott.
Sapendo di porlo in buone mani le consegno questo romanzo ambientato nella Venezia del Seicento. Nel testo si fondono vicenderealmente accadute e altre d’invenzione. Tra quelle realmenteaccadute alcune sono già note al pubblico e agli studiosi,altre sono inedite. Il lavoro è conseguenza della sintoniamentale instauratasi tra diverse persone di cultura, uomini e donne, informate sui fatti.

Cordialmente